la rete

Il sole aveva tenuto nonostante il bisogno impellente di pioggia, di acqua, di scroscio per noi, per la terra e per le cose.

Aveva tenuto ed allora si sarebbe attrezzato il barbeque per fare le prelibatezze necessarie all'appuntamento, per fare comunque fuoco intorno al nostro mangiare insieme.

Alla spicciolata, molto alla spicciolata, come al solito, sono arrivati i nostri amici, i nostri compagni di viaggio. Fra loro i bambini. Immancabili. Irrinunciabili.

 

Benedetta aveva preparato una caccia al tesoro attraverso i colori naturali: significava girare e correre per tutta la Contea per trovare le giuste cose.

Noi grandi, intanto, che le giuste cose dovremmo averle già trovate (?) eravamo felicemente rilassati a bere aperitivo, succo di frutta e dolcetti.

Intanto un grande meteorite pallone saliva e scendeva, soprattutto scendeva, tra di noi colorando oltremodo l'azzurro intenso del cielo al quale si riesce a fare addirittura l'abitudine.

Poi, come sempre, eccoli: tutti insieme, giungere al parcheggio e sorridenti scendere sul grande prato.

Anche stavolta avremmo raggiunto lo scopo: stare insieme, stare bene insieme, stare bene insieme facendo e ascoltando qualcosa, senza imcuorepigrirsi sul da farsi...

La sbriciolatura sulla pietra scotta era arrivata al culmine, mentre fagioli conditi a crudo con verdurine fresche e pane a legna fatto in casa avevano già fatto ingresso sulla tavola insieme a proposte di avventori cucinieri e al vino in abbondanza, quanto bastava cioè, e quindi in abbondanza.

Poi come d'abitudine tutta italica, i piedi sono finiti sotto la tavola e lo sgranocchiamento ha preso il sopravvento su tutto.

E se qui l'allegria viaggia di pari passo al piacere, al vero piacere, e se rimane in equilibrio con tutto il resto, si possono raggiungere momenti davvero indimenticabili di autentica felicità.

Niente di ché, ma solo una serena e sana, quasi banale, felicità, che, comunque, banale non è mai.

Ecco inaspettato per noi, perché non organizzato preventivamente, arrivare la chitarra, non quella di supporto scordato all'altezzosità dei gomiti, ma quella genuina di Luca. musica

Bluesman di fattura, la sua voce rauca, ieri particolarmente ispirata, ha raggiunto e presto rapito i nostri cuori. Ispirata dal bene che sentiva ma anche dall'estenuante lavoro di potatura degli ulivi durante la settimana.

E' senz'altro vero che l'ozio aguzza l'ingegno artistico, ma non c'è niente come un sanolavoro ben finito e amato a dare carburante e corpo ad un percorso artistico.

Sdraiati, appoggiati, seduti o solo in piedi, incantati, abbiamo ascoltato e partecipato e soprattutto ringraziato, tanto, per il regalo ricevuto.

Torneremo ad ascoltare Luca, ma credo che si dovrà venire da queste parti e magari aspettare per partecipare dell'evento e, anzi, renderlo possibile, con la simpatia e la voglia di stare insieme.

Non avevamo finito di applaudire le corde che siamo dovuti passare ai segni: quelli che Sergio ci ha mostrato in video proiezione nel suo lavoro di insegnamento collettivo e di produzione artistica individuale.

Un bel lavoro, direi.

danza

Dove la sapiente regia di righe e tracce riescono a diventare in mani anche poco esperte o per niente esperte, qualcosa.

Bambini, studenti, pensionati dell'Inps e corsisti, tutti alle prese con l'arte del guardare e riprodurre, ma anche del guardare e scegliere, del guardare e scoprire...

Un insieme di righe che messe insieme producevano un grande reticolato da riempire, da colorare, da segnare, da cercare e trovare ma che in qualunque caso finivano per riflettere parte di noi, la più evidente ma anche la più nascosta o imprevedibile.

Alla fine un insieme coerente, sorprendentemente coerente, definito, in una parola: bello.

Da saltarci sopra o accanto, al limite.

C'era tutto il sapore di una avventura nel modo in cui Sergio ci illustrava la sua strategia, il suo approccio, la sua passione per stare dentro l'eleborazione che si sviluppava disegnando cerchi chiari con le dita nell'aria.

E i suoi occhi, dietro i grandi occhiali e i grandi baffi bianchi, malcelavano il suo straordinario stupore.merenda

Quello che arriva quando sai, quando credi, ma devi verificare, sempre e comunque, senza dare nulla per scontato.

Poi le mani presenti si sono guardate chiedendosi se mai sarebbero state capaci di provare quel gioco. E allora proveremo, sicuramente, insieme alla disponibilità di Sergio che è la disponibilità di una generazione di persone che non si arresero e che non si arrenderanno mai...

Le stesse mani, più tardi, in un gesto più conosciuto e certo, si sono tuffate sui dolci sfornati conducendoci allegramente al congedo e agli abbracci di saluto.

Alla prossima, dunque, per chi non c'era.

Alla prossima con chi, tornando, riporterà il piacere di un nuovo saluto e un nuovo bicchiere...

 

stefano